
Sono nato a milano il 29 luglio 1927.
Pensando al mio percorso artistico, la prima immagine che affiora alla mia mente è quella ai tempi delle elementari a Milano. Ricordo la bravura nel disegno di un compagno di banco. Fui così stimolato che incominciai ad esercitarmi con la matita. Ecco, cosi comincia il mio approccio all'arte.
Quando nel 1941 mi iscrissi all'istituto tecnico inferiore, era cominciata da poco la 2° guerra mondiale ed il mio passatempo era quello di copiare a matita le prime pagine della "domenica del corriere" illustrate, a quel tempo, da Achille Beltrame. Mio padre non condivideva il mio interesse per l'arte, voleva che diventassi ragioniere, diceva:" i pitur moren tucc de fanm."
Successivamente mi iscrissi al liceo artistico. Di giorno lavoravo decorando vetri e ceramiche e alla sera frequentavo il liceo.
Sui banchi dell'accademia conobbi Anna Pavesi, divenuta poi una delle migliori acquarelliste italiane. Fu un colpo di fulmine: ci sposammo dopo 5 anni ed avemmo 4 figli.
Per alcuni anni lavorai, come decoratore su ceramiche, dirigendo un reparto presso la fabbrica Richard Ginori; nel frattempo assieme ad Anna studiavamo pittura ad olio col pittote Luigi Brambati.
Anna molto presto passò alla tecnica dell' acquerello, ed in pochissimo tempo acquistò prestigio, tanto che venne designata dal grande acquarellista Aldo Raimondi alla guida dell'A.I.A.(associazione italiana acquerellisti) presidenza che mantenne per 14 anni. (dal 1979 al 1993)
Nel 1989, su invito della curia milanese, AnnaPavesi reallizzò un acquerello di metri 4x3 eseguito su tela, per commemorare la beatificazione del Cardinal Ferrari. Quadro esposto sul fronte di San Pietro durante la cerimonia, quindi esposto per una settimana sul balcone centrale del Duomo di Milano.
La stessa esperienza si ripresentò 5 anni dopo per la beatificazione di Gianna Beretta Molla. In entrambe gli avvenimenti fummo ricevuti dal S.mo Padre.
Purtroppo nel 1995 Anna mi lasciò. Fu un grande vuoto, ma reagii con coraggio alla sua mancanza immergendomi ancora di più nella pittura. anzi, per sentirmi ancora unito a lei, mi dedicai allo studio della tecnica dell'acquerello, spinto anche dalle sue allieve, tecnica che tutt' ora pratico e che e' diventata la mia principale attivita'.
Partendo dalla consapevolezza di essere un pittore paesaggista figurativo, ho sempre eseguito la stesura dei miei quadri come una continua ricerca delle atmosfere; rifuggo infatti, nelle mie opere, dal ripetere le stesse condizioni ambientali. Per lo piu' prediligo cieli mossi e tempestosi; amo, da buon milanese, la nebbia in modo particolare ed i soggetti della mia città hanno attirato la mia attenzione per un lungo periodo.
Avendo dipinto sia ad olio che acquerello debbo riconoscere che la seconda tecnica e' molto piu' difficile e richiede un costante esercizio poichè, come tutti sanno, l'acquerello non da possibilita' di correzione: quindi bisogna esser veloci, decisi e imparare a lavorare al negativo.
E' necessario, direi indispensabile avere una buona cognizione del disegno poichè, spesso, è opportuno lavorare direttamente col colore senza tratti di matita. ecco alcuni esempi di schizzi fatti direttamente col pennello. sono esercizi molto utili per la scioltezza della mano e la sicurezza del tratto specialmente quando si tratta di figure.
Ultimamente la scelta dei soggetti per i miei acquerelli ricade su situazioni di vita quotidiana: una città attiva, una spiaggia affollata, gente seduta al bar o immersa nel verde per un pik-nik, o in chiesa durante la messa: momenti di vita che mi piace fermare sulla carta e trasmettere per dare un senso di benessere a chi guarda.
Mi piace concludere queste pagine rivolgendo ancora un pensiero ad Anna perche' sono certo che mi ha aiutato a continuare con coraggio anche senza la sua presenza fisica, in questo duro cammino dell'arte un pensiero ed un grazie anche a tutti gli allievi che sono stati e tutt'ora mi seguono, perchè sono certo che trasmettendo le mie conoscenze anch'io mi sono evoluto.
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